Giuseppe Salerno
(Gangi 1570 ca. - 1633)

Andata al Calvario (Spasimo di Sicilia), 1612 ?

Olio su tela cm. 280 x 200
Iscrizioni:
Gangi, Chiesa del SS. Salvatore
Provenienza: ubicazione originaria

Variamente attribuito a Gaspare Vazzano o, più genericamente, allo Zoppo di Gangi, il dipinto può essere ricondotto alla mano di Giuseppe Salerno soprattutto per una serie di riferimenti stilistici di quest'opera con altre opere certe dell'artista gangitano, quali il Miracolo dei diecimila Martiri di Gangi e la Natività con il Trionfo dell'Eucarestia di Polizzi Generosa. L'iconografia è quella che fa riferimento all'Andata al calvario dipinta da Raffaello, fra il 1515 ed il 1571, per la chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo ed oggi conservato al museo del Prado di Madrid; noto anche come Spasimo di Sicilia, il dipinto dell'Urbinate venne preso a modello da vari pittori ed incisori e venne diffuso in varie copie in tutta la Sicilia, da quella eseguita nel 1574 da Giovan Paolo Fonduli a Castelvetrano a quelle dipinte a Caccamo ed a Ciminna dal fiammingo Simone di Wobreck. Documenti inediti danno il dipinto di Gangi presente nella chiesa del SS. Salvatore fin dal XVII secolo; la committenza di quest'opera potrebbe essere individuata nella figura della suora dipinta sulla destra che, come la Veronica, regge tra le mani il sudario di Cristo. La scena raffigura una delle cadute di Gesù mentre si reca al Calvario, visibile nel paesaggio dipinto sullo sfondo, per la crocefissione; la figura del Cristo, caduto sotto il peso della croce, si pone come elemento centrale e separatore dei due gruppi di personaggi rappresentati sui due lati: sulla destra stà infatti il gruppo delle dolenti con la Vergine Addolorata mentre sulla sinistra stanno i carnefici che, con particolare durezza, incitano Gesù ad alzarsi, dopo aver obbligato il Cireneo, raffigurato al centro, a farsi carico della croce. Il Pretore ed un gruppo di sacerdoti giudei assistono alla scena da una quinta architettonica posta sulla destra mentre sulla sinistra un soldato a cavallo apre il corteo recando una bandiera spiegata. Sullo sfondo un altro corteo conduce i due ladroni verso il Golgota. Di particolare interesse sono i volti rattristati delle dolenti e, di contro, quelli accigliati degli aguzzini. Di pregio è la figura dell'aguzzino sulla sinistra che, posto di spalle, tira la fune con la quale è legato il Cristo. Il recente restauro dell'opera, eseguito in occasione della mostra Vulgo dicto lu Zoppo di Gangi svoltasi nel 1997, ha ridato lucentezza ed armoniosità al dipinto del quale è stata anche recuperata la forma centinata.